Cesare De Marchi
 
 
 
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biografia

 

Cesare De Marchi è nato nel 1949 a Genova, dove ha trascorso la prima giovinezza, e si è laureato in filosofia a Milano; nella città lombarda, in cui sono ambientati tre dei suoi sette romanzi, ha vissuto fino al 1995, allorché si è trasferito in Germania, dove attualmente risiede. Dal 2003 al 2012 è stato presidente della Società Dante Alighieri di Stoccarda.
      Le sue prime prove narrative edite sono L'ora di memoria (Studio Colophon, Milano 1981) e i racconti apparsi su «Nuova Prosa» (la rivista letteraria di cui è stato promotore nel 1987) e su altri periodici. A un più ampio pubblico è arrivato con l´autobiografia infantile Il bacio della maestra (Sellerio, Palermo 1992), cui sono seguiti il romanzo pseudo-poliziesco La malattia del commissario (Sellerio, Palermo 1994; trad. fr. La maladie du commissaire, Gallimard/L’Arpenteur, Paris 2002), Il talento (Feltrinelli, Milano 1997), con il quale nel 1998 ha vinto i premi letterari Campiello e Comisso, Una crociera (Feltrinelli, 2000), i tre racconti di Fuga a Sorrento (Feltrinelli, 2003), il romanzo La furia del mondo (Feltrinelli, 2006), per il quale ha ottenuto i premi Frignano e Dessì, La vocazione (Feltrinelli, 2010; trad. fr. La vocation, Actes Sud, 2011), L'uomo con il sole in tasca (Feltrinelli, 2012) e da ultimo Nove storie storiche (Il Saggiatore, Milano 2013).
      Oltreché come narratore, De Marchi si è fatto apprezzare anche per la sua attività di studioso e traduttore, soprattutto in ambito germanistico: dai primi saggi sul giovane Hegel e sulla filosofia di Schiller alle traduzioni e agli studi dedicati a Fontane (Amori, errori, Mondadori, Milano 1982), al cardinal di Retz (La congiura del conte Fieschi, Sellerio, Palermo 1990), Grillparzer (Guai a dire bugie!, Greco&Greco, Milano 1991), nuovamente Schiller (Kallias o della bellezza, Mursia, Milano 1993), poi Thomas Mann (Tonio Kröger e Tristano, in attesa di pubblicazione), le voci di letteratura tedesca scritte per l'Enciclopedia della letteratura De Agostini (1997), quindi Balzac (Il padre Goriot, Feltrinelli, Milano 2004), Schnitzler (Novelle, Feltrinelli, Milano 2006), e il capolavoro dell´umanesimo tedesco, le Epistolae obscurorum virorum, di cui ha reso il latino maccheronico in un interessante impasto linguistico arcaico-popolareggiante (Lettere d'uomini oscuri, BUR, Milano 2004). Fra gli altri suoi lavori critici va ricordata l’edizione critica de La Giulietta di Luigi Da Porto (Classici Giunti, Firenze 1994).
      I suoi ultimi lavori saggistici sono i saggi Romanzi. Leggerli, scriverli (Feltrinelli, Campi del sapere, Milano 2007) e il successivo L'arte di raccontare (Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2013).

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